New Muynak's EP is out! Flames. Available now on all streaming services.

Ode to the Aral Sea – Una piccola sinfonia e altro ancora…

Il mio nuovo singolo è in arrivo e sarà pubblicato tra pochi giorni. Il terzo singolo tratto dall’album Crossing Border si chiama “Ode to The Aral Sea” e c’è molto da dire su questo disco.
Innanzitutto devo dire che molto probabilmente questo sarà l’ultimo singolo tratto dall’album che ho pubblicato l’estate scorsa. Questo non significa necessariamente che non ci siano altre tracce che mi piacciono abbastanza, ma vedo le altre siano più o meno già complete nelle loro versioni originali. Ci sarà spazio per migliorarli, soprattutto in termini di engineering e mastering, ma al momento non mi sento di farne delle versioni estese e ho anche del nuovo materiale che non vedo l’ora di pubblicare.
Partiamo parlando dalla solita versione “Album Edit”, che è quasi la stessa versione dell’album a parte poche modifiche, in questo caso ho riscritto la parte di marimba e percussioni e ho aggiunto un oboe per rendere più ricco il suono.
Più interessanti sono le altre due tracce.
Ode to the Aral Sea (A Little Symphony) è probabilmente la dimensione giusta per questo pezzo. Ho sempre pensato che la versione inclusa nell’album fosse troppo breve. C’è molta musica che necessitava di più spazio per esprimersi pienamente.
Ho avuto la sensazione che in Crossing Borders fosse finita una versione liofilizzata della canzone, mentre qui invece ci sarà modo di ascoltare quella piena. È divisa in tre movimenti. L’introduzione, un po’ enfatica, descrive, nella mia visione, l’immensità del lago d’Aral e il suo attualo stato desolato. Nel secondo movimento ho cercato di evocare cosa fosse il lago d’Aral prima del disastro. Sono stato nel villaggio con il nome che ho preso a prestito, Muynak, e ho provato dolore nel vedere tutte quelle barche adagiate sulla sabbia e la vecchia fabbrica di pesce trasformatasi in un triste museo sui bei tempi andati. Il suono dell’Oud, uno strumento tradizionale dell’Asia centrale, dovrebbe sostituire la voce dei vecchi pescatori che vivevano sul Mar d’Aral quando era ancora un mare vivo e pieno di pesci.
Alla fine, nel movimento finale, sono tornato alla realtà con la stesso arrangiamento del primo movimento ma linee melodiche diverse. La triste fine è, spero, il modo giusto per rappresentare con poche note un pesce che muore mentre l’acqua attorno a lui sparisce.
La seconda traccia del disco ha un’atmosfera completamente diversa ma in realtà è la versione originale di Ode to Aral Sea. Questa traccia è nata come una melodia techno chiamata “A Russian Nightmare”. Solo in seguito ho avuto l’intuizione di trasformarla in un pezzo classico e ad essere sincero mi sono chiesto quale versione includere nell’album. Adesso, quando le ascolto, mi sembrano due pezzi diversi, ecco perché anche i titoli sono diversi.
Spero che questo nuovo disco vi piaccia. Conto di averlo su Spotify, AppleMusic e gli altri canali verso martedì o mercoledì prossimo. Come di consueto vi terrò informati sui miei canali social.
Per ora ho un’anticipazione: la copertina del disco. Una foto scattata da Muynak a Muynak.

Ode to the Aral Sea – Singolo

Lascia un commento